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Perché l’IoT rivoluzionerà il mondo delle aziende e del lavoro

Perché l’IoT rivoluzionerà il mondo delle aziende e del lavoro

Sentiamo spesso parlare di Iot, acronimo di Internet of Things. Il Guardian già quattro anni fa spiegava che questa espressione indica la connessione di più dispositivi tra di loro e con Internet e che era addirittura il 1989 quando venne presentato un primo oggetto simile, si trattava di un tostapane. Se da un lato l’IoT mostrava già possibili rischi sul versante della privacy, dall’altro svelava le sue numerose potenzialità, non tanto in termini di produzione, quanto di organizzazione del lavoro, innanzitutto per avere il controllo di addetti e macchinari.

Ma quindi cos’è l’IoT? Per Treccani.it si tratta di una “rete di oggetti dotati di tecnologie di identificazione, collegati fra di loro, in grado di comunicare sia reciprocamente sia verso punti nodali del sistema, ma soprattutto in grado di costituire un enorme network di cose dove ognuna di esse è rintracciabile per nome e in riferimento alla posizione.” Viene anche detto che il primo a usare questa espressione è stato Kevin Ashton esattamente venti anni fa. Treccani spiega che l’IoT ha diverse applicazioni, che vanno dalla gestione di beni di consumo, durante la produzione, l’immagazzinamento, la distribuzione, la vendita o l’assistenza postvendita, al tracciamento di oggetti presi o rubati.

Sentiamo parlare di Internet delle cose da tempo ed evidentemente ne sentiremo parlare sempre più spesso. A questo proposito, può aiutare la lettura di “IoT e Nuovo Marketing: Come e Perché Le Aziende Devono Utilizzare L’internet Delle Cose Nelle Loro Strategie Di Marketing.” Il testo, pubblicato da Dario Flaccovio Editore, è stato scritto da Claudio Gagliardini e Franz Russo. Il primo si occupa di social media, digital PR, marketing online ed è co-fondatore della digital agency seidigitale.com. Franz Russo, invece, racconta l’evoluzione digitale, ha collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali e nel 2008 ha fondato il blog InTime, punto di riferimento per chi si occupa di social media, web marketing e, in generale, di comunicazione digitale.
L’Internet of Things apre una vasta gamma di possibilità ma pone anche una serie di questioni, prime tra tutte quelle relative alla privacy e alla gestione dei dati

In “IoT e Nuovo Marketing”, Gagliardini e Russo raccontano come stanno cambiando aziende e tecnologie con l’Internet delle cose, che rappresenta ormai un elemento imprescindibile della trasformazione digitale. Il libro, presentato già a Cremona, Bologna e Milano, ha carattere divulgativo, aspetto non irrilevante dal momento che gran parte delle pubblicazioni sul tema sono in lingua inglese. Probabilmente anche per questo si parla ancora poco dell’IoT e non tutti sanno che, ad esempio, il nostro Paese è all’avanguardia sul versante delle smart city.

Secondo alcuni ormai viviamo nell’era dell’iper-connessione. Se infatti il digitale ha offerto la possibilità di essere connessi, adesso ci troviamo in una fase ulteriore, in cui siamo connessi non soltanto fra di noi ma anche con dispositivi e oggetti. Il primo esempio è a portata di mano ed è lo smartphone, con cui possiamo controllare il conto corrente bancario, prenotare in un albergo o in un ristorante, solo per fare qualche esempio. L’Internet of Things apre una vasta gamma di possibilità ma pone anche una serie di questioni, prime tra tutte quelle relative alla privacy e alla gestione dei dati. Gli utenti e i consumatori forniscono le proprie informazioni per avere un servizio e realizzare un ‘esigenza nel minor tempo possibile.

Non sempre però le aziende sono nelle condizioni di interpretare e analizzare i dati e di gestirli al meglio. Eppure farlo è fondamentale, non solo per rispettare regole e norme ma per porre anche il marketing al passo con i tempi. Prima la pubblicità era veicolata attraverso canali tradizionali per suscitare l’interesse verso un determinato prodotto che magari non si pensava nemmeno di voler comprare ora, invece, sempre più spesso è il consumatore che cerca un bene o un servizio, il prodotto stesso diventa un servizio, si trasforma in un’esperienza e vengono fornite all’esterno delle informazioni per soddisfare al meglio un’esigenza precisa.

Le aziende quindi devono dotarsi di strumenti e figure professionali in grado di estrapolare queste informazioni per rispondere quasi in tempo reale e al meglio a qualsiasi richiesta dell’utente, che è sempre più esigente e informato. L’IoT sta facendo accelerare questi processi ed è necessaria una conoscenza sempre più approfondita del fenomeno e una consapevolezza maggiore di tutte le questioni ad esso connesse. Ebbene, il libro di Gagliardini e Russo ha proprio questo scopo e racconta come aziende e tecnologie si stanno preparando all’ennesima trasformazione digitale.

 

Fonte: https://www.linkiesta.it/

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