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Voip al galoppo, nel 2020 lo userà il 95% delle imprese

Voip al galoppo, nel 2020 lo userà il 95% delle imprese

La telefonia fissa è e sarà sempre più basata sulla Rete e sulla trasmissioni dei dati: dai privati che sfruttano il Voice Over Ip o il solo mobile alle aziende che anch’esse spostano il numero tradizionale sul VoIp, la transizione è irreversibile. Nel 2020 soltanto il 5% dei privati userà il fisso, mentre il 95% delle imprese ricorrerà sistematicamente alla trasmissione della voce via dati. La Pec farà scomparire definitivamente il fax, utilizzato ancora dal 12% delle organizzazioni. Lo sostiene uno Studio Uli (Utility Line Italia), Internet Service Provider attivo dal 1996.

Il costo del numero analogico è infatti aumentato negli ultimi anni. Se Telecom Italia, che entro il 2024 dismetterà più della meta delle centrali di trasmissioni, onerose per costi energetici e immobiliari, spinge verso il VoIp, Orange non è da meno e punta a migrare totalmente i propri servizi verso la stessa tecnologia. Il fenomeno si interseca con un altro trend: a causa della concorrenza agguerrita, le tariffe mobile dei principali operatori risultano sempre più economiche e affidabili.

Secondo il campione analizzato dallo studio, costituito da circa 1.500 clienti di Uli, gli utenti analogici sono diminuiti dall’80% del 2010 al 45% del 2015 al 13% del 2018, mentre le utenze VoIp sono aumentate dal 10% (2010) al 35% (2015) al 52% (2018). Crescono coloro che negli stessi anni rinunciano progressivamente al fisso: rispettivamente 10%, 20% e 35%.

A differenza dei privati che abbandonano il numero tradizionale, le aziende mantengono le numerazioni attive migrando il servizio dalla rete commutata pubblica – la Rtg (Rete Telefonica Generale) – al VoIp. Tra i fattori determinanti, il risparmio dei costi che può arrivare al 60% per un privato e fino all’80% per un’azienda. Ma la tecnologia VoIp non solo permette di risparmiare di più man mano che aumentano le telefonate, ma implica altri vantaggi per un’azienda: la possibilità di poter effettuare fino a cento telefonate contemporaneamente e attivare facilmente servizi aggiuntivi come la segreteria telefonica via e-mail, l’ invio/recezione fax via e-mail, la registrazione e la deviazione selettiva delle chiamate. I dati Uli confermato tale indirizzo: le aziende con analogico calano dall’80% del 2010 al 58% del 2018 al 25% del 2018, mentre aumentano quelle che optano per il VoIp rispettivamente del 20% (2010), 42% (2015) e 75% (2018).

Il servizio fax, già quasi del tutto dismesso dai privati a vantaggio della e-mail, sta anch’esso registrando una decrescita nelle aziende. Ciò si spiega con la diffusione del servizio Pec che certifica la validità legale dei documenti, la praticità di eliminare l’apparecchio, il risparmio della carta e il rispetto dell’ambiente. Secondo lo studio di Uli, l’utilizzo del fax analogico nelle aziende diminuisce dall’85% nel 2018 al 35% nel 2015 per arrivare al 12% nel 2018. Al contrario il ricorso alla e-mail aumenta rispettivamente del 10%, al 45% e al 40%. Aumentano le aziende che hanno del tutto eliminato il fax: lo usavano il 5% del 2010, il 20% nel 2015, il 48% nel 2018.

Si prevede che nel 2020 tra i privati solo il 5% utilizzerà il fisso, il 45% passerà al VoIp e ben il 50% rinuncerà del tutto alla numerazione tradizionale. Tra le aziende ben il 95% impiegherà il VoIp. Circa il fax, l’8% manterrà quello analogico, il 62% vi rinuncerà del tutto, mentre il 30% opterà per la mail come servizio sostitutivo. Dobbiamo prepararci a un futuro in cui il telefono solo voce tenderà a sparire. Sara fondamentale l’accesso in fibra per supportare i servizi Ip. Andremo verso una decrescita di funzioni tradizionali a vantaggio di nuove tecnologie e di opzioni che consentiranno di comunicare congiuntamente via voce, video e dati in modo sempre più complesso e sistemico”.

 

 

Fonte: www.corrierecomunicazioni.it

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